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New Topographics |
dal catalogo www.hfnet.it
2/2004.
La fotografia dei New
Topographics
" mondo é infinitamente più interessante
di qualunque opinione possa avere su di lui "
Nicholas
Nixon
I primi anni ' 70 hanno registrato la affermazione della corrente
culturale denominata "Nuova
Oggettività".Un nuovo modo di affrontare i problemi
della rappresentazione del territorio e delle umane interazioni che
in Europa ebbe nello scrittore e regista tedesco Peter
Handke un indiscusso caposcuola.
In continuità ideale con la ricerca formale degli europei, taluni
tra i più sensibili fotografi americani di quella generazione
iniziarono ad interrogarsi sul concetto di stile nella
rappresentazione del territorio attraverso la fotografia.
Nella primavera del 1975 il critico W.Jenkins
raccolse in una mostra alla George
Eastman House di Rochcster NY, un certo numero di questi fotografi
coniando per loro (non senza qualche distinguo da parte di taluno dei
partecipanti) la
definizione di "New
Topographics" (Nuovi Topografi).
Il sottotitolo della mostra recitava: A
Man Altered Landscape (Il paesaggio modificato
dall' Uomo) ed era indicativo del tentativo dei fotografi di
"leggere" il paesaggio attraverso le tracce lasciate
dall'uomo sulla sua superficie
visibile.
Il nodo essenziale era quello dello
"stile', un problema di Calviniana e Barthesiana ascendenza. I
Nuovi Topografi avrebbero voluto rappresentare il Mondo senza interpretarlo, senza introdurre
nella loro lettura del Mondo quell'insieme correlato di pregiudizi e
preconcetti di cui siamo, inevitabilmente e
"culturalmente" portatori, vero e proprio "grado
zero" della fotografia che si impegnava a rappresentare un
paesaggio lontano anni luce dagli stereotipi della wilderness (Ansel
Adams) o
dalla celebrazione estetica della norma (Minor
White).
Una "campionatura della realtà
" che si é spinta a considerare persino le variabili
atmosferiche come disturbanti "bizzarrie" (Gholke). Negli
anni successivi alcuni dei fotografi coinvolti nell'avventura della
cosiddetta "Nuova Topografia" hanno continuato ad avere
stretti contatti con la cultura europea fino a scegliere di
lavorare quasi esclusivamente nel Vecchio Continente. L.Baltz,
R.Adams
e S.Shore
di cui si segnala una pregevole riedizione dell'ormai introvabile
"Uncommon
Places" adottando un punto di vista "freddo",
tendevano a sottolineare gli aspetti sublimi delle cose di tutti i
giorni. Caso emblematico di questo approccio "neutro e
del trattamento" minimo dei soggetti e quello dei tedeschi Berndt
e Hllla Becher, con una vera e propria scuola tedesca i
cui esponenti di spicco sono i loro allievi Axel
Hutte e Andreas
Gursky.
Una certa maggior carica ironica e
l'utilizzo del grande formato hanno permesso a Joel
Sternfeld di realizzare le sontuose immagini contenute in
"American
Prospect" (ristampato ora in un formato più
ampio ed arricchito
di fotografie inedite appartenenti al
progetto onginale).
Luigi Tirittico
Lugi Tiriticco, insegnante, fotografa dal 1982
si occupa attivamente di fotografia americana dal
1986. E' curatore del sito di immagini e critica
fotografica www.fotologie.it
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